Il ritorno economico del capitale investito per la realizzazione di un
impianto fotovoltaico dipende da molti fattori, i principali dei quali
sono di seguito sinteticamente descritti.Costi
L'installazione di un impianto fotovoltaico NON RICHIEDE
investimento iniziale (finanziamento 100% dell'impianto), e i costi di esercizio sono ridotti al
minimo in quanto il combustibile (l'irraggiamento solare) è gratuito;
anche i costi di manutenzione sono limitati poiché il sistema, nella
maggior parte dei casi, è privo di parti in movimento. Attualmente in
Italia il costo di un impianto si aggira tra 5000 e 7000 euro per
chilowatt di potenza installata. Naturalmente i valori più bassi si
riferiscono ad impianti di grandi dimensioni (le centrali
fotovoltaiche), per i quali è possibile beneficiare di sconti legati ad
ordini d'importo elevato sia per l'acquisto dei componenti che per
l'installazione. In ogni caso, la fornitura dei moduli rappresenta la
voce di costo più rilevante e spesse volte può superare il 60%
dell'intero costo dell'impianto. I costi di esercizio e manutenzione
annui sono abitualmente stimati in circa 1-1,5 % del costo
dell'impianto. La vita utile dell'impianto è calcolata in almeno 20 anni
e, a partire dal decimo anno, è buona norma prevedere interventi di
manutenzione straordinaria per la sostituzione di alcuni componenti
elettrici, soprattutto dell'inverter.
Può essere utile anche la stipula di contratti assicurativi per
garantire l'impianto a fronte di eventi “straordinari” come il furto o
il danneggiamento in seguito ad eventi meteorologici estremi.
Ricavi
I ricavi per il soggetto responsabile derivano:
- 1. principalmente
dalle tariffe incentivanti riconosciute a tutta l'energia elettrica
prodotta dall'impianto fotovoltaico; le tariffe sono differenziate
in funzione della taglia, del tipo di integrazione architettonica e
della possibilità di usufruire di
ulteriori “premi” aggiuntivi per il risparmio energetico o per
altre determinate condizioni.
- 2. secondariamente
dalla valorizzazione dall'energia elettrica prodotta dall'impianto
che può essere poi
autoconsumata (anche con il sistema dello
scambio sul posto) oppure
venduta al mercato.
Conseguentemente i ricavi del soggetto responsabile sono
differenziati e variabili in funzione di numerosi fattori dipendenti
dalle caratteristiche tecniche dell'impianto fotovoltaico, dal tipo di
servizio effettuato (scambio
sul posto o
vendita dell'energia ceduta alla rete elettrica) nonché dalla
possibilità di usufruire di ulteriori premi previsti dal DM 19/02/07.
Conclusioni
Alla luce di quanto sopra detto, ne consegue che ogni singola
iniziativa, soprattutto se realizzata con finalità commerciale, contiene
caratteristiche peculiari che possono essere correttamente valutate solo
attraverso una specifica e attenta analisi economico-finanziaria che
tenga conto dell'investimento da effettuare per realizzare l'impianto
fotovoltaico, dei ricavi attesi, dei costi di gestione e manutenzione e
assicurazione dell'impianto, degli oneri finanziari e del regime di
tassazione da applicare. Se si limita l'esame ad impianti di piccola taglia (1-3 kW),
realizzati sulle pertinenze di edifici e destinati ad operare in regime
di scambio sul posto, è possibile effettuare valutazioni approssimate,
di validità generale, che portano alle seguenti stime del tempo di
ritorno del capitale investito:
- Italia
settentrionale: 11 – 13 anni
- Italia centrale: 9
– 11 anni
- Italia
meridionale: 7 – 9 anni
L'estremo superiore dell'intervallo si riferisce ad un impianto
ottimamente progettato e realizzato, la cui tipologia d'installazione
corrisponde almeno alla parziale integrazione, mentre l'estremo
inferiore si riferisce ad un impianto totalmente integrato, che ricade
in uno dei casi per i quali è previsto
l'incremento del 5% della tariffa base e usufruisce anche del valore
massimo del premio abbinato all'efficienza energetica.
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